the daily table

L’effetto domino della “return policy”

Questo è un post di avvertimento. Controllate sempre la merce che comprate nei supermercati degli States: la tentazione di vendervi roba scaduta da mesi (come potete notare nella foto) è sempre altissima. Non è raro trovare materiale passato a miglior vita da molte settimane. La scorsa settimana abbiamo riportato indietro la merce almeno 3 volte. C’è da dire che, in caso di protesta, la sostituzione è immediata. E anche il risarcimento, se scegliete questa opzione. Il business/diritto di sostituzione della merce negli USA è, per dirla in francese, una figata: qualsiasi oggetto di consumo può essere riportato al punto d’acquisto, anche dopo settimane, in qualsiasi condizione, non solo se scaduta o per vizio di costruzione ma anche se avete più semplicemente cambiato idea. Questa totale libertà genera fenomeni interessanti. Per esempio: virtualmente potete comprare una maglietta da 10 $, indossarla la sera per una cena e il giorno dopo riportargliela perchè avete cambiato idea per poi comprarne un’altra e fare la medesima cosa ogni giorno della vostra vita. Nei supermercati, soprattutto quelli più popolari, come Walmart, c’è spesso una lunga, lunghissima fila per il cambio merce. Merce spesso assolutamente intatta.

Interessante è scoprire cosa capita alla merce “resa”. La legge dice che non può più essere rivenduta nello stesso negozio. Quindi dove finisce? Una delle destinazioni privilegiate sono i negozi da un dollaro (cibo compreso). Altra via è il mercato estero. Oppure le organizzazioni caritatevoli.

Che il business del cibo scaduto sia un mercato da conoscere meglio lo si capisce anche da alcune iniziative, per la verità non ancora approdate in Texas. Come il “The Daily Table”, un negozio di alimentari del Massachusetts che vende esclusivamente prodotti scaduti ma ancora utilizzabili. Il negozio offrirebbe infatti alimenti nutrienti e non pericolosi per la salute umana a un prezzo calmierato.