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Sesso ed educazione in Texas

Dura la vita per gli adolescenti americani. Al Dollar Tree, ovvero nella versione americana dei negozi “Tutto ad un euro”, si trovano test per scoprire se si è fatto uso di droghe leggere. Il costo, un dollaro. Sistemati ordinatamente di fianco ai test per la gravidanza, ben si accompagnano a questi ultimi nel rappresentare le due grandi piaghe dei teen-agers texani: la droga e il sesso.

La marijuana rimane la droga più diffusa tra i giovani texani. Nell’ultima indagine reperibile (2012) del Texas Department of State Health Services si legge che un 26, 2% dei ragazzi dai 13 ai 17 anni fa uso di erba in modo costante e continuativo. Esiste una percentuale minima (1,7%) anche di dopers in età da scuola elementare.

Il sesso è un’altra questione. Gli Stati Uniti hanno il più alto tasso di gravidanze adolescenziali tra tutti i Paesi dell’Occidente industrializzato. Per intenderci: in Italia sono il 17 /1000, negli USA sono 50/1000.

babrieturica.itAnche se dal 1991, annus horribilis per le gravidanze indesiderate in Texas, il tasso di maternità sotto i 19 anni è diminuito del 48%, il  Texas resta il quinto stato con la percentuale più elevata di nascite precoci, dopo Arkansas, Mississippi, Oklahoma e New Mexico. Nel 2013 41 bambini su 1000 sono nati da genitori liceali. C’è un “di più”: in Texas c’è il più altro tasso di nascite ripetute tra gli under 19, tanto che non è raro trovare madri 19enni di 4 figli. Il costo sociale di questo fenomeno è di circa 1.1 miliardi di dollari all’anno perchè le teenage mums quasi sempre abbandonano la scuola, chiedono un sussidio sociale e generano figli che a loro volta sono più portati a ripetere lo stesso comportamento creando un circuito vizioso difficile da controllare.

Come sempre le analisi sulle cause di queste condotte si sprecano. Sicuramente sono molteplici, come multiforme è la società americana. A me ha colpito la seguente. In Texas i distretti scolastici hanno completa autonomia in tema di educazione sessuale ma la raccomandazione è di puntare il messaggio sull’astinenza. Questo comporta uno slogan educativo pressochè univoco sul sesso: non fatelo. Assenti indicazioni sulle malattie sessuali, su eventuali cure o trattamenti, nessuna informazione su luoghi a cui rivolgersi, sul ruolo dei medici, dei consultori o di eventuali medicine. L’astinenza non è presentata come un’opzione alla contraccezione, è l’unica soluzione. Non solo: le eventuali (sottolineo, eventuali) lezioni di educazione sessuale devono parlare di sesso nel rispetto dell’età e della sensibilità degli studenti ma non dell’accuratezza delle informazioni divulgate dal punto di vista medico o scientifico. Vale a dire: meglio parlare di api, impollinature e miele invece che di spermatozoi e vagine. Negli ultimi 3 anni, timidamente, qualche scuola sta aggiungendo nozioni sulla contraccezione ma, sostiene il Texas Freedom Network (un’organizzazione che si batte per un’informazione completa in tema di sessualità), “c’è ancora troppa gente che è convinta che parlare di sesso agli studenti li convinca a fare sesso“.