piccola cucina

Ineluttabile italianità

A volte ritornano. Anche se c’è un oceano di mezzo. Del resto la Rete appiattisce le distanze e, anzi, nel mio caso mi perseguita proprio.  Dovete sapere che, cercando lavoro a Houston, mi sono iscritta agli RSS di qualsiasi Sito possibile e immaginabile. Tra questi anche quello dell’Italian Cultural and Community Center. Che a quanto pare è zeppo di amene iniziative di carattere fortemente educativo. Per esempio insegnare ai bambini americani come fare gli arancini siciliani. Piccoli chef per una “piccola cucina“, questo appunto il nome dell’iniziativa nata per attirare le nuove generazioni texane verso lo studio dell’italiano come seconda lingua. Come dire, un format di (p)assaggio, in tutti i sensi: da una parte si testa la propensione all’italian style proponendo ricette malandrine, dall’altro ci si riempie lo stomaco di italian style grazie all’applicazione delle ricette malandrine. Tutto nel nome della cultura italiana. Santa, sacra, cultura costruita sulla pizza, i fichi e il mandolino. Il resto non conta, suvvia. O quanto meno non funziona. Meglio puntare sul sicuro: rice balls. Gli arancini d’oro dall’altissima azione diplomatica. Meglio di Dante.

Non è una critica agli uomini e alle donne di buona volontà dell’ICCC di Houston, ci mancherebbe. Va detto, anzi, per la cronaca, che la “piccola cucina” funziona parecchio in tutta Houston, come ambasciatrice di italianità a tutti i livelli. Per esempio all’M.D. Anderson Cancer Center (uno degli ospedali specializzati in cure oncologiche più importanti d’America), dove “piccola cucina” è sinonimo di recupero per i piccoli pazienti; oppure l’omologo corso per adulti “L’Italiano in Cucina”, poi “A Tavola con le Tradizioni”, mirato alla promozione delle autentiche tradizioni culinarie regionali, “Italy is Served” rivolto alla promozione della cucina italo-americana, “Le Strade del Vino”, “Le Sagre”, e tanti altri progetti ancora. Potrei anche allargarmi dicendo che l’ICCC di Houston non è nemmeno l’unico ente a puntare (quasi) tutto sulla cucina (o sul vino). Leggo su Facebook che l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles questa settimana organizzerà un imperdibile incontro con la famiglia Antinori per educare gli Americani al vino.pane_ca_meusa

Non per disprezzare gli arancini – a cui seguiranno, leggo, ricette per agnolotti, crostatine alla nutella, sfincione (?!!?) siciliano e l’immancabile pizza – ma la domanda che mi pongo è: in più di  2000 anni di Storia non abbiamo nulla di – così, per dire – vagamente più incisivo da esportare, come cultura? Pare di no. Il trend setter è l’intestino non il cervello. Da sempre peraltro. E arancini siano. Anzi io voto lo sfincione. Meglio: il pani ca meusa.