nutella

13 km!

Nella dicotomia tra esseri umani che corrono per mangiare o mangiano per correre io appartengo senza ombra di dubbio alla prima categoria. Il segreto che forse nessuno vi dice sulle corse organizzate qua e là tra sabato e domenica (e fedelmente riportate sul Calendario del Podista) è che sono costellate di cibo. Ho fatto conto che, nel corso della gara, riesco a inghiottire qualche banana, svariate tazze di tè, arance, limoni, biscotti, nutella e, quando sono fortunata – tipo domenica scorsa – anche un ottimo panino con la mortadella. I cagnolini felici che mi trotterellano a fianco, accompagnando la mia falcata, però valgono di più.

Houston da mangiare

Poteva mancare un post per guidarvi nella sterminata offerta gastronomia di Houston? Eccolo qui.

28Tex-Mex. La cucina messicana rivisitata in chiave americana, in altre parole il tex-mex, costituisce una fetta importante della cultura houstoniana, un’espressione delle radici di questa terra. E, giuro, se non avete mai mangiato tex-mex, non potete dire di aver mai vissuto. Questa tradizione gastronomica ha una storia perfino più antica del Texas stesso, con gli ambulanti messicani, che ad inizio ‘800, vendevano per strada tacos e tortillas. Successive leggi per garantire maggiore igiene imposero di trasferirsi dalla strada agli edifici, dando origine ad un business congiunto tra messicani e texani. Il primo ristorante tex-mex a Houston è datato 1907. Da allora in poi l’offerta è più che centuplicata. La mia personale preferenza – anche se al momento le mie esplorazioni sono solo all’inizio – è “Pappasito’s”, che è un catena di ristoranti tex-mex diffusa tra Houston e San Antonio. Se riuscite a superare la prova dell’antipasto (nachos caldi e appena fatti, serviti con le salsine della casa), qualsiasi piatto sul menù è da infarto. E non è una battuta.

28aRoad House. Se il tex-mex è il cuore gastronomico del Texas, la spina dorsale è il barbeque. Che poi è quanto di più vicino, per un texano, al concetto italiano di cibo e convivialità. Il BBQ è infatti una filosofia, e insieme un’arte e un modo di stare assieme. Innanzi tutto la carne va trattata da cruda, con marinature e processi di affumicazione frutto di segreti generazionali sempre diversi. Poi va cotta lentamente seguendo altrettante procedure che ognuno sviluppa per conto suo. Alcuni dei risultati più gustosi e salutari possono essere assaggiati da “Rudy’s”, una catena di barbeques a buon mercato che riscatta la tendenza texana ad ingurgitare schifezze. In questo ristorante, il cui interno è allestito da grandi tavolate stile sagra, si mangia con le mani e il servizio è self service: ordinate al banco il vostro pezzo di carne e lo pagate a peso. Il menù è dipinto sul muro perchè non si tratta che di tre diversi tagli di carne cotti in modi diversi. Semplice, sano (per quanto possa essere sano mangiare grandi quantità di carne), economico e veloce.

28bDove mangiare italiano a Houston. Quella qui a sinistra non è una pizza ma il tallone d’Achille di ogni italiano. La prova fumante che siamo deboli e viziati. Potevo io non andare alla ricerca della pizza perfetta anche a Houston? La risposta è scontata ma il risultato è sorprendente… perchè l’ho trovata. Il merito è di qualche connazionale pazzo che ha ingaggiato una battaglia coraggiosa contro il coma delle papille gustative dei texani indotto dai troppi habanero e che credevano la vera pizza italiana alta come una focaccia, cosparsa d’aglio, salamino piccante e cheddar. E così da qualche anno, anche gli italiani di Houston – e gli houstoniani dai gusti più aperti – possono evitare Pizza Hut. O Little Ceasars. O Domino’s. E via dicendo. Ci voleva un pizzico di Nordest (italiano), il pionierismo da folli di un trevigiano, per assecondare il vizio numero uno di noi italiani, il cibo. Da qualche anno, sotto il viale alberato di Louisiana Street, Midtown Houston, c’è “Piola”, un autentico angolo gastronomico italiano che non ha ceduto ai compromessi. Design moderno e coloratissimo al posto del finto italian style con tovaglie a quadretti, menu semplice con l’apprezzatissima censura di ingredienti come aglio e parole come “alfredo” e “polpette”. Intendiamoci: in Italia sarebbe un posto che passerebbe inosservato, a Houston brilla come una stella. Aggiungerei, quasi a pari merito “La Dolce Vita”, altra pizzeria italiana che si definisce anche enoteca. Pizza eccellente, buona scelta di vini italiani ma l’atmosfera è un po’ meno informale e ad attendervi all’entrata c’è il “valet parking” (ovvero l’autista che ti prende la macchina e te la parcheggia) che a me personalmente mette a disagio.

Oppure… se nulla di quello qui sopra descritto vi convince a sufficienza, entrate in un supermercato e consolatevi con la consolazione per eccellenza, la Nutella. Ottima e abbondante ovunque.

E se siete vegetariani, non spaventatevi. Nonostante le leggende metropolitane potete sopravvivere anche in Texas. Ma i texani vegetariani non fanno parte della tradizione.