hunger games

May the odds be ever in your favour

angry_mockingjay_by_bertmel-d53thwuSi l’avete riconosciuta. E’ proprio lei, la frase che accompagna ogni “tributo” agli “hunger games”. Stanno tutti aspettando il terzo episodio cinematografico della serie, mentre io sto leggendo il libro “Mockingjay”. Devo dire che la serie mi ha ispirato un’angoscia ancestrale. Una sorta di “1984” ma un po’ più perverso e infinitamente meno profondo, oltre che scritto peggio. Lo so, tutte le ragazzine mi odieranno adesso.

Non posso dire di non essermi divertita nella lettura, quindi la mia stroncatura vale solo metà, tuttavia devo ancora metter a fuoco bene questo senso di strano disgusto che questi tre libri mi hanno suscitato. Forse l’abilità della scrittrice sta proprio nel generare emozioni contrastanti, raramente positive. Ma al contrario di “Le ventre de Paris” (altro libro che devo ancora capire e che mi ha fatto ribrezzo), non credo che Suzanne Collins, l’autrice della saga degli Hunger Games, avesse esattamente intenzione di dipingere realisticamente vizi e virtù della società odierna.

Si salvano i film, in verità. Bella regia, bei personaggi, realizzati bene, credibili. Uno dei rari casi in cui la trasposizione cinematografica aggiunge senso alle parole scritte.