aneurisma

Non spegnete la luna

Di tutto mi sarei aspettata da questa serata indivanata tranne che lasciarmi intrigare dal profilo Facebook dei Fichi d’India. Sì, loro, il duo comico degli “ahararara”. Mai piaciuti veramente. Mai disprezzati. Attraverso i binari insondabili dei “bit” sono arrivata al loro profilo, ricordandomi tra la nebbia dell’indifferenza che il più anziano del duo, l’anno scorso, aveva avuto un grave problema di salute.

Da qual giorno – era il 17 gennaio 2013, ho controllato – Massimiliano, l’alter ego professionale di Bruno (colpito da aneurisma cerebrale, scopro) anima quasi quotidianamente la pagina con pensieri, foto, ricordi di una tenerezza assoluta. Sono tutte frasi dedicate al suo “gemello”, così lo chiama, che è steso in un letto di ospedale. Non è un’operazione di social marketing, si capisce: è un po’ sguaiata, spesso inelegante, gronda dolore da tutte le parti ma è così vera che in una dimensione di falsità, come quella di FB, brilla come una stella. A Bruno vengono raccontati gli spettacoli che Massimiliano è costretto a fare senza di lui (il comico è ripartito con uno show che si chiama “parzialmente fico”); gli vengono mostrate le foto dei fan, i disegni che la figlia fa per lui e in molte occasioni è anche fotografato dall’ex collega, mentre fa le terapie, mentre tenta di sorridere, mentre viene dolcemente torturato dall’amico, che gli fa indossare enormi occhialoni da clown o cose del genere. In tutto questo susseguirsi di post si capisce che Bruno fa il possibile, ma non sta ancora bene, non parla, dice “ciao” e “buonanotte”. Non si muove senza sedia a rotelle. Rimane un uomo malato. L’aneurisma è un everest da scalare. Ma le parole dell’amico sono instancabili sherpa, perfino estenuanti. Andate a leggerle, a me hanno commosso nella loro insistita purezza. Un bel storytelling di amicizia vera.

“Buona notte discreto amico muto”, lo saluta quasi ogni sera Massimiliano. “E non spegnere la luna”.