Houston Chronicles #57

Il nuovo anno porta in Texas l’open carry, ovvero la libertà di indossare (carry) pubblicamente (open) un’arma ovunque si vada salvo in luoghi privati (locali, negozi, area, ecc.) in cui il proprietario abbia deciso diversamente. A distanza di una settimana dall’entrata in vigore della legge non mi pare ci siano stati sconvolgimenti di sostanza in quello che è lo stile di vita texano dove le armi hanno indubbiamente un ruolo di primo piano.

Per esperienza personale devo dire che, tranne un paio di casi, non ho mai visto eserciti di civili armati per le strade o nei supermercati. E del resto anche l’atteggiamento di molti esercenti pubblici (dai popolarissimi Walmart ai più locali HEB) non ha certo favorito l’open carry, confutando quindi la teoria di un Texas armaiolo fino al midollo. Diverso è il discorso per le attività molto locali (l’equivalente dei negozi di quartiere) che – “proudly Texans” – hanno invece considerato punto d’onore permettere l’accesso di clienti vistosamente armati negli spazi di loro proprietà. Penso in modo particolare al mitico, localissimo e texanissimo BBQ Corkscrew, dove birra, stivaloni e carne fanno parte del mobilio tanto quanto i fucili, un sorriso e la parlata del Sud. La mia impressione è che si tratti soprattutto di una questione di forma, aspetto in verità irrinunciabile per la cultura americana.

Tutti mi chiedono cosa significhi vivere nel Paese delle Armi Facili, io dico che continuo a pensare sia ripugnante come principio ma anche che, almeno per il momento, la mia quotidianità weapon-free non è stata provocata dai fanatici del grilletto facile. Speriamo continui così perchè le differenze culturali, su questo specifico argomento, restano inconciliabili.

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