Houston Chronicles #53

L’altro giorno tornando a casa mi sono trovata un avviso attaccato sul portone. Era l’amministrazione del residence che informava i condomini di alcuni furti avvenuti in zona raccomandando ulteriore prudenza nella routine giornaliera.
Chiudere bene le finestre, controllare la porta di casa, camminare in luoghi ben illuminati e informare subito le autorità di persone o movimenti sospetti: questo veniva ricordato sul foglietto che, in allegato, riproduceva anche una pagina del regolamento di condominio alla voce “sicurezza”.
Il senso della comunicazione era: “ricordati, caro cittadino, che la sicurezza è una tua responsabilità“. Messaggio che la mia mente ha processato come segue: esiste un problema sicurezza. Eppure la serenità e le buone notizie sembrano regnare sovrane in giornali e tivvù coadiuvati da un mondo fatto da praticelli verdi sempre ben coltivati, da ordine e pulizia, case enormi, pattuglie di polizia in ronda costante e un senso generale di opulenza. Tutte cose che contribuiscono alquanto alla generale sensazione di inviolabile, per quanto vagamente sospetta, serenità. Ma il foglietto attaccato al portone ha squarciato il velo di Maya. Che ci fossero problemi in paradiso? Ho fatto un paio di ricerche. Se si sa come cercare in Rete, l’America si svela. Sufficientemente per correggere visioni deviate (e sarebbe interessante capire da chi e perchè).

crimeLa “mia” bucolica Houston, nell’ultimo anno ha registrato un totale di 135.814 crimini (secondo i dati dell’FBI analizzati dal neighboorhoodScout.com). In pratica sono denunciati o perseguiti 372 delitti al giorno, dal più lieve al più fatale. Con un indice di criminalità di 62 delitti ogni 100 mila abitanti, la città può essere considerata tra le 100 più pericolose d’America, anche in paragone a comunità di estensione diversa. La possibilità di essere vittima di un qualche delitto riguardante la proprietà è 1 su 16. Anche l’indice di violenza (stupri, assassini, rapine, sparatorie) è tra le più alte della nazione.  Direi che alla fine due o tre cosette succedono anche a Houston, no? Per esperienza ce ne sarebbero abbastanza da riempire un notiziario fino a scoppiare. Eppure i due principali mass media di Houston (il telegiornale di KPRC Channel 2 e il quotidiano Chronicle) riportano giornalmente solo una modestissima parte – in quantità e qualità – di questa verità e la cronaca nera è davvero poco rappresentata nelle news. Ieri sera per esempio di parlava di obesità canina e di come evacuare casa in caso di incendio. Non ho ancora capito quale è il criterio che sta alla base di queste consistenti omissioni: o l’impossibilità di coprire con completezza questo tipo di cronaca giornalistica, o la scelta di contribuire a generare un clima di (falsa) sicurezza, in cui il crimine non è nemmeno nominato. Oppure molto più banalmente il giornalismo americano ha criteri meno depravati di quelli italiani dove, effettivamente, anche l’anziana che cade dal marciapiede costituisce una degna apertura di un quotidiano locale. Dovrò ancora texanizzarmi a sufficienza, ma dall’altro giorno il vialetto poco illuminato dietro casa sembra celare misteri poco simpatici.

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