Facciamoci un Toast

E’ nata così. Spulciando qua e là sulla Rete. No era Facebook. Vabbè. Navigavo, ok? Ho visto una vignetta: c’era un tostapane che diceva ad un toast “entrami dentro”. E mi ha folgorato sul colpo. Audace. Aveva stile. Ho così scoperto Toastzine, un magazine di illustrazione e fumetto. Autoprodotto, nostrano, fresco e decisamente folle, con la sua esistenza sfida la ben nota legge n°1 dell’editoria (“l’editoria non paga, paga tu l’editore”). Ho pensato meritasse un approfondimento. Clic dopo clic sono arrivata a scoprire chi cucinava questi toast. La mia stramaledetta inclinazione a fare la giornalista mi ha obbligato a fare qualche domanda di troppo e alla fine è scattata l’intervista. A distanza, lo ammetto. Ma da Barbieturica perversa tenere un filo di mistero su questa insolita realtà creativa mi ha dato più piacere della conoscenza completa. Ho scoperto un po’ di cose, per esempio che sono tutte donne e che oltre al fegato usano bene altri organi come cervello, cuore, mani e… fossi in voi continuerei a leggere.

Come nasce Toastzine e perchè? Toast nasce prima di tutto da un’amicizia fatta di passioni condivise. Ci siamo tutte conosciute lavorando come volontarie per il Radar Festival di Padova, un ambiente che di per sé ha un occhio di riguardo per le realtà indipendenti musicali. Condividiamo lo stesso background e un forte debole per le autoproduzioni, di cui amiamo l’etica e lo spirito di lavoro, come abbiamo scritto in Toast #1. Sara in particolare è da sempre appassionata di arti visive (in particolare di illustrazione e fumetto) e da tempo voleva proporci di fare qualcosa assieme. Poi ha letto Il Potere Sovversivo Della Carta (a cura di Sara Pavan), un libro dedicato proprio alle autoproduzioni a noi contemporanee. Quel libro le ha trasmesso tanta carica e voglia di fare, così un pomeriggio ci ha chiamato a raccolta per esporci e proporci il progetto che le frullava in testa da tempo. L’idea piaceva a tutte e abbiamo subito accettato! Da allora (era aprile) ci siamo sempre incontrate una volta a settimana per pensare a come dare forma a questo progetto. Abbiamo deciso il nome davanti a svariati bicchieri di vino – volevamo un nome che fosse semplice e suonasse bene, non troppo intellettuale e soprattutto autoironico – e poi abbiamo deciso come impostarlo.

10155521_502043866565598_2100143540364724667_nCome è organizzato? Siamo una redazione abbastanza eterogenea, ma i nostri ruoli si intrecciano e nessuna fa solo una cosa o un’altra. I testi generalmente li scrivono Sara e Chiara (la nostra copywriter che con pazienza segue i social), la parte grafica la impostiamo tutte assieme ma poi nel concreto viene sviluppata soprattutto da Alice e Isabella. Oltre a queste cose c’è veramente tanto da fare: scegliere gli artisti, scrivere le mail con le istruzioni, dare le scadenze, raccogliere il materiale…e via dicendo. Un lavorone che facciamo tutte assieme!

Come vanno vita e denari? Toast è nato per passione, quindi ciò che riguarda il guadagno personale per noi è del tutto secondario. E’ una cosa che ci piace che ci diverte fare, naturalmente ha dei costi che però cerchiamo sempre di mantenere all’altezza delle nostre possibilità. Senz’altro vogliamo farci conoscere da sempre più persone e creare una rete di contatti umani che arricchisca sia noi che i ragazzi che vogliamo mettere in risalto. L’idea è quella di creare ad ogni numero un prodotto che sia anche un bell’oggetto da possedere: per noi Toast è anche terreno di sperimentazioni, quindi cerchiamo man mano di pensare a nuove forme e dettagli che tengano alta la qualità di quello che facciamo.

Dove volete arrivare.? Abbiamo scelto fin dall’inizio di rendere Toast una vetrina per artisti che ci piacciono, quindi il meno autoreferenziale possibile. Per ogni numero scegliamo un tema e chiediamo ad un tot di artisti di disegnare per noi. Ci piace l’idea che Toast sia un qualcosa che prende vita grazie a più mani, quelle nostre che lo confezioniamo e quelle di chi ci offre la sua arte. E magari se da ogni numero nascono nuove collaborazioni, nuove reti di relazioni…beh allora ci sentiremo davvero realizzate. Ovviamente il tutto fatto cercando sempre di migliorare e di lavorare al meglio delle nostre potenzialità. Per l’uscita di ogni numero organizziamo una festa in cui avviene la prima distribuzione. Poi portiamo il nostro Toast ai banchetti di festivalini e festivaloni, divertendoci un sacco e conoscendo tante belle persone. Vi aspettiamo alla prossima festa!

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One thought on “Facciamoci un Toast

  1. Giulia Salmaso scrive:

    Mi dicono i soliti ben informati che la prossima festa è QUESTA: https://www.facebook.com/events/1547339345478877/

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