Houston Chronicles #55

Inutile negarlo, come essere napoletani a Bolzano è più difficile che a Napoli, ammettiamolo, essere omosessuali in Texas è più difficile che a San Francisco. Nonostante sia di poco più di un mese fa la notizia che in America la Corte Suprema abbia autorizzato i matrimoni tra persone dello stesso sesso, dando quindi un riconoscimento ufficiale alle comunità gay, nel Texas la vita degli omosessuali è stata un percorso ad ostacoliL’ultimo della serie si chiama Ken Paxton, ministro dello Stato del Texas che, tanto per cominciare, ha deciso che nello Stato della Stella Solitaria le unioni omosessuali potranno non essere concesse “nel rispetto della libertà di coloro che conservano valori religiosi”. Lo stato del Texas ha sottolineato che appoggerà e difenderà con tutti i mezzi i propri impiegati comunali che, laddove dovessero rifiutare eventuali richieste per le nozze omosessuali, potrebbero subire denunce. A tal proposito il ministro Paxton ha dichiarato queste che denunce certamente potranno arrivare, poiché non autorizzare le nozze di due omosessuali sarà d’ora in poi considerato atto di omofobia. Tuttavia lo stesso ministro garantirà un’adeguata schiera di legali e giudici pronti ad appoggiare questa decisione.

Houston Montrose Center signPer fare un passo indietro e capire l’atmosfera che si respira in Texas in tema di omosessualità, sappiate che qui essere omosessuali è reato a causa di una legge anti-sodomia, dichiarata però incostituzionale nel 2003 dalla Corte Suprema. Ma a 12 anni da questo pronunciamento, il codice penale dello Stato indica ancora il “comportamento omosessuale” come un reato penale e sia i legislatori che i repubblicani stanno combattendo affinché ciò resti invariato. Per effetto di questo codice è capitato che due uomini siano stati arrestati per aver fatto sesso nella loro camera da letto, dopo una denuncia del loro vicino di casa. E nel 2011, la polizia di El Paso, in Texas, ha preso a calci una coppia di uomini gay fuori da un ristorante messicano per “comportamento omosessuale”.

Attualmente due identiche leggi sono in discussione nel Parlamento del Texas: una prevedrebbe come reato penale “un rapporto sessuale con un altro individuo dello stesso sesso” e un’altra  propone di considerare l’omosessualità, in materia di salute e assicurazioni, “stile di vita non accettabile”.

Nonostante l’inclinazione conservatrice dello stato, la comunità LGBT di Houston – la 4° più popolosa degli Stati Uniti – è piena di risorse. Intanto ha una sede fisica al centro di Montrose, il quartiere che ne ha assecondato le lotte, tra gli anni ’70 e ’80. Può garantire una serie invidiabile di servizi e supporti di vario genere dedicati a persone di ogni età, sesso e orientamento, compreso un programma di prevenzione sulle malattie sessualmente trasmissibili. Stampa inoltre una sua rivista, reperibile gratis e praticamente ovunque. Ha due cori ufficiali, uno, storico, di voci maschili nato 36 anni fa  e uno di voci femminili, fondato circa 10 anni fa.  La Houston Gay Pride Parade è la più grande del Texas e l’evento riesce ad coinvolgere ogni anno, in giugno, circa 200 mila persone. Houston ospita ormai da 20 anni anche il Qfest, film festival di cinema omosessuale, che a sua volta è sponsor di molti altri eventi LGBT durante l’anno, tra questi c’è lo Houston Splash, uno dei primissimi eventi di tutta l’area del Golfo del Messico organizzato dalla comunità LGBT black. 

Anche il sostegno ai diritti dei gay, al di fuori della politica, non è secondario. Secondo un sondaggio dello scorso anno, il 63% degli elettori era comunque favorevole a una qualche forma di riconoscimento giuridico per le coppie gay.

Tuttavia, i conservatori texani non si fermano. Attualmente ad Austin si stanno discutendo altre leggi a dir poco bizzarre: un disegno di legge per consentire agli studenti universitari di portare armi nelle aule; l’obbligo per le donne di vedere un’ecografia prima di avere un aborto, e il divieto di applicare la legge islamica della sharia per i musulmani. E data la cospicua maggioranza di cui godono i repubblicani nel parlamentino texano – 101 contro i 49 democratici – tutto lascia intendere che saranno approvate. Alla Corte suprema il compito di cancellarle.

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *