Monthly Archives: dicembre 2014

Postcards from Houston #7

Science everywhere. Se c’è qualcosa di unico che Houston ha da offrire sono le stelle. O la luna. Potete letteralmente toccarli. Basta andare alla NASA, l’agenzia spaziale americana, che fa rima con Houston. Ufficialmente si chiama Johnson Space Center e, oltre ad accogliere turisti da tutto il mondo che, come me, montano su un trenino e zitti zitti si fanno il giro degli uffici e dei laboratori, ospita scienziati di tutte le età e preparazioni. Di questo ultimo gruppo fanno parte gli studenti di atrofisica che, con immensa autoironia ed intelligenza tengono vivo un Canale Youtube alternativo sulla loro vita tra i banchi.

Taste a little bit of it!

Postcards from Houston #6

C’è una cosa che gli Americani invidiano agli Europei (anche se non lo ammetteranno mai): la Storia. Secoli intessuti di re, regine, eserciti, crociate, regni, guerre, onore. Quel tipo di passato è un lusso che non potranno mai permettersi. Ne avrebbero uno di altrettanto affascinante da valorizzare ma forse i tempi non sono ancora così maturi da renderlo evidente. Ad ogni modo, epoche diverse e continenti distanti non sono stati certo un ostacolo – per i texani – nel riprendersi quello che la Storia ha loro negato. Certo… hanno scelto di farlo a modo loro. Esagerando. Volete un esempio? Il Renaissance Festival di Houston, il parco a tema storico più esteso degli Stati Uniti: 55 acri appena fuori Houston di autentica campagna inglese del Sedicesimo secolo. Più o meno. Diciamo che l’autenticità rimane merce rarissima negli States ma tale mancanza è la garanzia di un divertimento continuo.

Senza questa imperfezione culturale sarebbe impossibile, per esempio, incontrare, nel medesimo luogo, fate e fatine a braccetto con cosplayer, elefanti, Sauron, pirati, highlanders, Capitan America, centurioni romani, figli dei fiori e pazzi di vario genere. Del resto il Rinascimento è un concetto liquido, no? Lo sappiamo tutti. E’ quindi assolutamente possibile che, nel pianeta Texas, la curvatura spazio-temporale abbia previsto delle eccezioni a stelle e strisce per rendere l’epoca di Shakespeare più digeribile. Magari con l’aggiunta di un chiosco che vende acqua di cocco, nota bevanda dell’epoca. O con un servizio di trasporto a cavallo di elefanti, diffusissimi nell’Inghilterra del XVI secolo. Ma sì. In fin dei conti la Storia è un grande carnevale. Un parco a tema, anzi.

Nel corso dei suoi otto fine settimana di apertura al pubblico, il Renaissance Festival di Houston è un angolo di storia impossibile nel mezzo delle praterie americane. Improbabile ma divertente. Con oltre 200 figuranti tra attori, artigiani, artisti di vario genere che – assieme – cercano di trasformare l’area di Todd Mission in una gigantesca avventura nel passato mai esistito di un’Europa immaginaria. Il risultato fa sorridere, ma non c’è nemmeno bisogno di scriverlo, non ha senso giudicare un prodotto così evidentemente fuori concorso. Il punto qui è un altro. E’ la capacità di sognare against all odds, contro, cioè, ogni evidenza e previsione. Contro tutto e tutti. In Texas ce la fanno. E non potendo averlo, il Rinascimento, se lo sono re-inventato come piaceva a loro.